Dansέs Sacrέέ et Profanέ [P.P V 4.0]
«Where are you tonight?
Wild flower in starlit heaven
Still enchanted in flight
Obsessions lament to freedom

A timeless word, the meanings changed
But I'm still burning in your flames,
Incessant, lustral masquerade,
Unengaged, dim lit love didn't taste the same

And I still wonder if you ever
wonder the same
And I still wonder...»

Quarta Versione di questo spazio.
E che se l'estetica del luogo in cui scrivo non mi ispira non riesco a produrre nulla di concreto.

Alla faccia di chi me lo cancello l'11 giugno '07

Dans l'Air
Velvet Acid Christ - Crushed
[..]But that's how it hurts when it's in your veins..


*loading* Hanno spiato questo blog. Ma bravi!

L e i

Irene. Enedore. Calliope. Aifel.
vent'anni e principio della sindrome di peter-pan.
29 agosto figlia del freddo.
Sociopatica, acida, solitaria, affettuosa.
Spellbound.
She love paint bird and write psichedelic tales
Viaggio, fuoco, ottobre,
No humane's land
Virgo ascendente Scorpio.
Reverendo della Legge di Murphy
Possiede molti Ego diversi e colorati. Se parli con uno non puoi esser certo che l'altro ti ascolti

Un suo amico crede sia la reincarnazione moderna della Woolf.

tattoo moon, wind rose and lily

passover

A m a
Dormire. Svegliarsi col sole. Figaro e la sua coda mazza-frusta.
I Corvi. Il Lago Maggiore, quello Verde. I confidenti. Candele profumate.
Il silenzio. Wood . L'Arte. Il gotico internazionale e il Manierismo.
To Sing. La musica. innumerevoli, pazzi, amici maschi.
poche e care amicizie femminili. Sorprese. viaggi in macchina.
Secret. L'abbraccio di un'antica Madre. Fotografare, fotografia, foto.
I tramonti casuali. Le albe ricercate. Le notti spavalde di stelle.
Irlanda, Cliffs of Moher. I Cavalli

D e t e s t a
La sveglia il mattino. Le unghie mangiucchiate. L'Ansia
La Noia e la malattia. La tristezza
Una madre ansiosa. Attese. Vuoto mentale
Perdere i treni. Perdere memoria di luoghi e accadimenti
Il tempo

Ascolta
Musica, canzoni e cantanti preferiti.

Desidera
~ Prendere la Patente
~ Canon 350/400 EOS reflex[soddisfazione]
~ Andare a Tàrifa con Danièl
~ Corso a Torino e poi a Milano
~ Sicilia, Londra, Svezia.
~ Trovare un lavoro soddisfacente
~ Flyng V. Unico legamo con il Corvo
~ Vacanze 08 come piacciono a me
~ Londra. Assolutamente. E L'inghilterra

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Puoi Trovarla
Titoli
26 - 1 - 08 ti chiamerò fratell
anima dormiente
ansia da domenca mattina
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c erano una volta la dark e la i
carillon carillon
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city in the city - gothic story
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codice morse
codice morse secondo tempo
come abbruttirsi leggasi morire
control
dall`aereopporto
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delirio criptico
di ritorno l indomabile
disconnected words
enedore e la telefonia mobile
feu du nord
fine di un ciclo l inizio di un
fiori negli occhi dei bambini
flash girl
flick flack girl
fragile dreams
furie furie furie
giorno 1 film
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i fiumi di pamplona
ice-glass
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il sole dietro la pioggia
il volo delle minchiate
killing the latest substance
la buona annata
la dark e la indie
la fatalità tra le mani
le piccole cose
les soleils la lune la corneille
like a gothic girl
ma laulan suust ja südamest
make a revolution
musica - niente di chè
my ground
notte inutile
notte prima della scuola
ore 108
orizzonti appannati di corallo
our story
piume e lingue di fuoco
pulizia di natale - fine
pulizie di natale
raduno 5 luglio 2008
rain note
rempember 5 nov
sands of time
scintilla sul chaos - capodanno
sconclusionati
sour soul in a pretty winter
stanza di fuoco
suffering - the eyes
take a break
terra di fate occhi di lupo
terre dell eire / raduno luglio
test - by ele
test tutto di te / news
test quanto mi conoscete
test test
the battle of kerak
the beautiful one
the duel
the last waltz
the stream of thoughts
the whole day
ti dono le spalle
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unspoilt
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Un grazie a me stessa
che nonostante tutto non mi sono fatta sotterrare dallo sconforto, creando un nuovo spazio mio. A coloro che mi hanno sostenuto in questo e mi hanno donato delle parole molto importanti per me.
Thanks to -Anathema- for the song "Angelica" In -Lily's Rule- of this blog. E a chi me la dedicò parecchio tempo fà. . .
Thanks to Christina G. Rossetti, Poe, Ian Curtis, Robert Smith, Siouxie, e chi me li ha fatti disgraziatamente conoscere.



16:55 giovedì, 05 novembre 2009
( Memories of Aifel | commenti (6) )
( rempember 5 nov )



Non dimentico.
Che dire? Io non dimentico proprio. E' più forte di me, e non c'è verso che mi faccia mutare abitudini, sopratutto quando si tratta di questo tipo. E' forse un male non dimenticare?
Che poi è diverso da ricordare, vorrei che venga puntualizzato.

Sono qui, seduta alla mia scrivania e ascolto Portishead e decido di non dimenticare un bel niente.
Credo che sia la forma di accetazione di sè più rara del mondo.

*

Allora da dove cominciare? Ultimamente mi diverto un mondo.
Ho passato l'ultimo mese e mezzo a girare per locali mangiucchiando e scoprendone di nuovi, bevendo come un'animale con una simpatica compagnia di Torino da poco aggregata, formatasi quest'estate per casualità e che è andata a consolidarsi col tempo. Come sempre sono l'unica ragazza, e la cosa ormai mi fà un certo piacere -sarà perchè prima o poi, con tutte le donne rompo i rapporti.

Ho cominciato l'Accademia per i Truccatori e ne sono entusiasta, nonostante stasera farò solo la mia seconda lezione. E' una di quelle cose che mi mette il batticuore in modo inutile, tipo primo amore. Insomma non è normale, ma è una cosa 'carina', molto pucci dai. Ed ho come l'impressione di essere la più piccola del gruppetto, se non la seconda.
A inizio della prossima ricomincio lavoro, ed ho già programmato il secondo Capodanno in calabria, per quello che abbiamo battezzato 'resident Lico' , insomma si prevede un vero spasso.

Sabato scorso, poi, sono andata alla festa di Laurea del Maestro. La seconda.
Incredibile quanto le cose siano cambiate, ci credi? Ho conosciuto il  Maestro quando avevo appena sedici, sciocchi anni ed ora ne ho improvvisamente già ventuno.
Mi ha fatto piacere, anche perchè ho rivisto Carlo, Laurè, Rob e finalmente ho conosciuto Luigi, con cui chiacchero sempre su msn di qualsiasi pettegolezzo ci sia in circolazione.
Nella folla ho trovato, credo, anche qualche vecchio volto familiare ma il come, mi è parso, di esser stata notata, mi ha fatto desistere da qualsiasi tipo di saluto.
Ultimamente ne sono successe di tutti i colori, amiche e amici si sono s-fidanzati, e mi sono ritrovata dalla parte consolatoria della storia, tipo le aiutanti della Madonna che piangono sul corpo di Gesù Cristo.
Alcune storie erano davvero allucinanti, altre no. Be', per quelle persone devo essere stata allucinante evidentemente, perchè certe occhiate non me le lanciavano da una vita.
Del resto che possono fare? Gli amici di forza si sostengono, e se tu sei colpevole di qualcosa che hai fatto -anche se legittimamente e in modo cristallino- vieni sicuramente preso di mira, divenendo oggetto di una serie di malumori facilmente affibiabili al nero contro il bianco.Amen.
Ma mi 'diverte' nel mio piccolo, cercare di capire cosa potrebbero dirmi, e che invece si tengono per loro.
Se non lo hanno fatto a tempo, vuol dire che c'è nulla di cui macchiarmi, e di conseguenza il loro comportamento astioso ma composto è solo una conformità, una deformazione che a volte la stretta amicizia porta.
Pazienza. Mi inchino e cambio palco.

In tutto questo c'è stato un Corvo, la cui gelida distanza, cavolo, era proprio tangibile. Io, certo, di conseguenza non ho fatto molto per aiutare la situazione -Sarà, il momento non era delle migliori.
E sempre ricordando come il tempo è passato, ho capito che non stavo realmente bene, al tempo.
Un po' l'età turbolenta e indefinita, un po' il mio carattere impossibile, un po' non ho avuto mai davanti una persona che stimolasse in diverse direzioni ciò che sono, ma solo in una - con le conseguenti sucessioni di accadimenti.

Milano, comunque sia, mi è piaciuta un po' di più. Meno male.

*

Mi sono influenzata e ho fatto delle foto nuove, ne sono molto contenta.
Forse davvero oggi riesco ad essere felice di piccole cose, molto più di una volta. Del resto si cambia anche no?

Mi preparo.
Questo fine settimana sushi, stasera mia sorella diventerà donna a tutti gli effetti, e spenderò un'altro polmone per i materiali che serviranno.


Che vento.

Ps: Ho gi deciso il secondo tatuaggio
e il posto in cui farlo
Ma proprio per non sembrare
una che corre davanti ste cose
Aspetterò.
03:52 sabato, 05 settembre 2009
( Memories of Aifel | commenti (2) )
( white abbey )

C'è un'aria sinistra stanotte.
Mentre attendevo che megavideo mi lasciasse guardare la fine di 'Due Partite' ho avuto il tempo di bere un bicchiere di latte e guardare la mia camera immersa nella benombra quieta della solitudine. Piacevole.

Improvvisamente ho deciso di andare alla finestrabalcone e aprirla. C'era vento questo pomeriggio, forte e impetuoso; volevo capire, sentire, provare se la sua forza ancora stava alitando nelle strade, dal momento in cui il rumore del suo passaggio non lo udivo giusto da un paio di ore.
Poi, la coscienza di sapere che invece era ancora là era forte, tant'è che appena ho schiuso i battenti sul volto, un refolo mi è balzato sulla pelle facendomi rabbrividire dal piacere. Così sono uscita sul balcone e nell'immediato il sibilare del vento nei cunicoli dei comignoli si era fatto ruggito forte e netto, come se volesse ricordarmi che era ancora lì, e non aveva abbandonato la sua missione. Minaccioso come un gatto svegliato in malo modo.

Oltre a ciò, la cosa seriamente sorprendente fù scorgere un bagliore lucente e innaturale sugli angoli metallici dei tetti, portandomi a guardare in alto alla ricerca della sua provenienza: La Luna.
Sembrava una palla enorme, sfumata, colore dei gusci d'uovo più freschi, appena colti.
Una regina malinconica e viaggiatrice su un cielo striato di tonalità eccentriche di verdi e blu prussia. Sembrava qualcosa fuori dal mondo, così allampanante da pensare che forse ero io a vedere tutto questo ingrandito.
Ma è stato stupendo, tanto da pensare che la malagrazia dei lampioni poteva essere inutile in notti come queste, che le macchine si sarebbero potute muovere anche solo grazie a quella radiosa sfera nel cielo. A quella signora solitaria e piacevole.
Mi ha fatto venire i brividi per la paura, e solo dopo essermi rassicurata, sono rientrata.


Sono le tre e mezza di notte, ed ho deciso di mandare qualche messaggio. Uno sbadiglio.
E ora posso tornare a guardare la fine di  'Due Partite' .


Edit ore 4.25
Si, è proprio un film stupendo.

00:27 giovedì, 11 giugno 2009
( Memories of Aifel | commenti (2) )
( voice of revenge )

Ho passato dei giorni davvero brutti.
Inclinati e distorti dalle preoccupazioni, e dalle notizie sulle mie corde vocali ben poco promettenti.
Mi sono fatta prendere dallo sconforto, dalla tensione e dal nevrotismo per una mail a cui non ho avuto risposta. Fino a stasera.
Crollare con qualche lacrimuccia sostenuta da Valentina che prontamente ha messo in moto la sua parlantina consolatoria di ragazza e medico, entrare a prove e dopo qualche incertezza fare solo quanto il corpo mi diceva, senza esagerare.
Avere dei rigonfiamenti sulle corde vocali, mi ha reso probabilmente più cosciente del mio grezzo strumento, e quest'occasione è arrivata al momento giusto.
Momento giusto che è divenuto incisivo quando io e Carlo ci siamo messi a mangiare paste secche studiando la mia attuale situazione da "precaria corista", e che ha illuminato le mie aspettative con la possibilità finalmente di lasciare i contralti per cantare nel mio registro sopranile tanto agognato.
E nel frattempo fare cura di silenzio e vitamine, finchè le figliastre del suono non saranno tornate a posto i primi di settembre, come mi è stato detto chiaro e tondo dai medici.
Sono ottimista -e lo dico piano, essendo una delle prime e rare volte in cui lo sono per davvero- e anche più serena ora che le cose sono chiare come il sole.

E a settembre cercherò di sconfiggere i miei demoni, andando a fare "fisioterapia della voce" da S.
Mi ci vorrà un po' di coraggio. Ma ce la posso fare.
Magari divento una grande cantante. Ah Ah Ah!

 

01:53 domenica, 07 giugno 2009
( Memories of Aifel | commenti )
( true sand )

Ho fatto dei sogni brutti.

Ho sognato che una donna, amica della Fata, ci portava via Sam per farla partorire lontano, ed ho pianto tutto il tempo di questo strano tracciato rem. Ricordo chiaramente che questa donna mi assicurava di trattarla bene, di farle fare i piccoli in pace e curarla come avrei fatto io da presente, eppure continuavo a piangere come una bambinetta capricciosa quando gli tolgono, chessò, il cagnolino perchè nel nuovo appartamento non ci potrà più vivere perchè piccolo.
Sono stata malissimo davvero, mi sono svegliata sudata e nevrotica come non mai, e pian piano lucidamente ho compreso il motivo di questo incubo.
Non voglio che vada dalla Fata -come aveva proposto, potendola forse seguire meglio di me e il randagio ora che è incinta- ma so' che sarebbe giusto. Eppure non voglio. Non voglio starle lontano quando partorirà, in una casa che non conosco con un uomo che non conosco e solo la Fata lì.
Sono combattuta perchè sarebbe come perdere Figaro una seconda volta. Quella gattina è diventata qualcosa di troppo pericoloso per me.

poi ho sognato qualcosa di altrettanto angosciante, ma sinceramente non me lo ricordo bene.
So' solo che ultimamente sono tesa, malmostosa, e nervosa come una faina.
E  vorrei il mio gruzzoletto di soldi che il lavoro mi deve dare da due mesi per potermene andare un po'.
Lontano.

*

Sono inviperita.
Ho di nuovo le unghie mangiate all'osso. Certo a volte mi capita, ma questa volta no è come ai tempi: le continuo a mangiare nevroticamente. Così oggi la cosa mi ha avvelenato il sangue e ho fatto che metterci sopra quello smalto disgustoso che vendono in farmacia. Almeno sto cominciando a limitarmi.
Poi, stasera potevo uscire, avevo l'occasione, e sono rimasta a casa. Così a fare niente di niente: mi faccio un po' schifo.
Sopratutto perchè non metto il naso fuori di casa da un paio di giorni, da quando -ah unica bella cosa della settimana- sono andata all'ikea.
Ah L'ikea! Finalmente ho comprato i mobili principali per la mia camera: scrivania con libreria, armadio per le centinaia di vestiti e scarpe, e prossimamente sarà il tempo per quella bellissima -e rossa- poltrona-letto dei miei sogni.
Ma a parte questo piccolo frammento -che tra l'altro, è terminato con un attacco di spasmi allo stomaco di durata due giorni- non è successo nient'altro.
Penso sia questo, ad avermi logorata un po', e me ne dispiace perchè avevo promesso di non fare musi lunghi, eppure non ci sono riuscita. Haimè.

*

Avrei voluto fare delle foto oggi, ma non ci sono riuscita.
Guardavo il mio soggetto in cielo e basta, in modo così apatico da farmi davvero schifo.
Si, è stata proprio una giornata funerea delle mie.

E mi faccio Notte.

01:17 sabato, 23 maggio 2009
( Memories of Aifel | commenti (1) )
( ice-glass )

 

Non credo scriverò molto solo qualcosa da imprimere a fuoco nel web.

*

Ho tagliato i capelli. Yeah.
Quindici perfetti centimetri di scalatura violenta e focosa, oltre che la solita tinteggiatura rosso furente come piace a me. Avevo solo voglia di cambiare un po': porto sempre i capelli medio lunghi, per una volta vorrei provare l'ebrezza di sentirli sfiorare appena le spalle -preparata al fatto che a crescere di altri quindici centimetri ci rimetteranno solo tre settimane. Haimè- .
In più ho scatenato un'orda di commenti positivi che non avrei mai detto: sconsolata e arresa all'idea che metà dei miei amici mi vuole foca monaca con la chioma medievale, pensavo che la notizia dello stupro capillare li avrebbe inferociti...e invece no! Vista una foto di fortuna fatta celermente dopo la parrucchiera è scattato il felice delirio pubblico. Mi sarebbe pesato , ammetto, il giudizio di Ste, Ale, Rany, Peppe e Giuls se fosse stato negativo. Infondo sono le persone più schiette e ciniche che conosca!

E' bello perchè mi sento leggera, e un po'  diversa. Simpaticamente.
E poi il vento ormai girava in tonalità inverse.

*

Sono ancora sveglia, quando dovrei dormire per essere pronta domani per andare a Milano nella tarda mattina. Seppur il piano iniziale era quello di andare a Bologna a un magiraduno a straforo e sfortunato -causa assenze improvvise- ho deviato per una cena milanese sui navigli -Un po' per mancanza di soldi, un po' per mancanza di tempo per fare entrambe le cose-.
E devo dire che mi piace, da matti questa complicità tra Noi come gli amichetti di Hogwarts, o i tre eroi di un cartone animato della disney. Mi piace, e credo non mi sia mai capitato in modo così duraturo e bello.
Mi rendo conto che intorno a me mi sono creata una piccola famiglia, e nonostante i momenti di sconforto e solitudine, so' che ci sono sia distanti che vicini.
Mi sento fortunata, e per la prima volta ho il coraggio di scriverlo.
Non sono mai stata fortunata con le amicizie, questa potrebbe essere una piccola vittoria per me.

*

Martedì il concerto super importante al Lingotto, sala dei 500, è andato strepitosamente bene.
Nonostante scazzi, pianti, stress, nevrosi da parti difficili, pezzi da sapere a memoria impossibili, interdizioni e influenze varie, sono riuscita a stare un'ora e qualcosa sul palco senza svenire a causa dell'enorme quantità di ginseng che avevo in corpo,  che mi faceva preoccupare della perdita della cartellina delle parti se mi fossi minimamente sconcentrata.
A parte la tensione dei primi pezzi, pian piano mi sono sciolta e sono riuscita a godermi un minimo questo bel concerto del Coro G, riuscendo alla grande a superare una difficoltà che stava divenendo spaventosa.
Sono fiera di me, dei ragazzi, e di ciò che siamo riusciti a trasmettere.
-E sono contenta di poter dire, che amici e parenti per la prima volta erano davvero tutti presenti. Ero felice di saperli in mezzo al pubblico per me, per la serata, per il concerto-

*
Ho deciso che tornerò al Lago.
Quel posto mi manca intensamente, come un'amante che non vede da tanto il suo amato.
Il Lago per me è qualcosa che col tempo è divenuto parte di me in modo radicale e incontrollato.
Devo tornarci, assolutamente.

*

Plug in Baby è davvero la più bella canzone dei Muse, come dice Peppe.
Dovrò ringraziare la mia patata per avermela passata oggi, magari con una chiamata. Ehehehe.

01:39 domenica, 17 maggio 2009
( Memories of Aifel | commenti )
( stanza di fuoco )

 

Ascolto Firesuite e dimentico il mondo intorno a me, dandogli una forma amorfa e liquida.
E' notte, una delle tante che trascorro da sola con me stessa ultimamente, fino ad attendere che il sipario dell'alba sbuchi dalle finestre per avvertirmi di quanto tempo abbia sprecato senza dormire, o perlomeno riposare la testa.

C'è un palco che ogni giorno viene calcato da millemila vite, e io spesso mi sento esterno a questo posto, a quella camminata che molti si fanno su quel piano in bilico tra una straziante realtà e il sogno.
Esterna perchè impulsiva; ragiono ancora con la testa di chi vorrebbe essere limpido e aiuto di tutti, imparando a furia di botte che talvolta le persone non desiderano te in quei panni, in quel ruolo, in quel tipo di sostegno, e finisco per fare la parte della ragazza scomoda. Scomoda a chi, a volte mi chiedo.
Infondo sono io che rincorro fantasmi nella speranza che la gente rinsavisca, almeno finchè qualcuno non mi si avvicina e strattonandomi con violenta forza non mi fà comprendere quanto sia inutile tenere a un'amicizia che sta su urano mentre viaggi su nettuno.
Ci perdo le speranze insomma, anche se amo e odio guardarmi indietro.

Sono davvero così incapace di staccarmi da chi voglio bene? La risposta ce l'ho già. E me la tengo.

*

Ho voglia di parlare ma non a un blog. I blog li possono leggere e consultare tutti, mentre quando una persona volta il capo per parlare a un'altra, la elegge a un livello più alto dalla massa. Diventa il suo confronto.
Pensavo di averne trovato qualcuno nottambulo, ma capisco essere solo occasionale.
Come il mio interesse per le persone.

*

Sto sognando un mondo ora. E' come quando si è un po' brilli e tutto sembra girare intorno a te come il girasole che cerca la luce diurna; qualsiasi canzone diviene pretesto per essere un po' lascivi e il vestito che hai addosso diventa una forma di sensualità nel momento in cui lo senti sfregare contro la pelle liscia, beandoti di luci basse e del silenzio di una notte rotta solo da risa e discorsi con quella o quelle persone con cui condividi l'istante.
Be', nonostante mi manchino tutte queste cose -vestiti a parte- diciamo che è un po' così che mi sento. Trasognante, in qualche emisfero del mondo che non è questo, in continua e forsennata fuga verso qualcosa che non sono io.
Mi chiedo per quanto potrò continuare così.
Mi chiedo quanto l persone che ho intorno continueranno a non accorgersene.
Divertente. Lo è.

*

Sto incontrando molto spesso una persona che abita nella mia stessa via. Una persona che mi piace osservare, studiare, in cui mi piace curiosare. La incontro  andando a fare la spesa, oppure quando mi dedico a una passeggiata come oggi, dopo quattro giorni di reclusione in una settimana che avrei voluto dimenticare.

*

Sono stanca e non me ne rendo conto. Per prima sono stanca di me. In modo definitivo, e a tutto l'atrito che mi sono costruita magistralmente intorno. Poi sono stanca di aspettare: la mia vita è fatta tutte di attese. Al bancomat, al treno, le persone. Stanca di cercare di fare miracoli che non esistono. Stanca di rimandare e sognare, sognare e rimandare.
C'è qualcosa che davvero non va, da sempre, e continua a non andare.

*
L'altro giorno ho sentito il Conte. Abbiamo chiaccherato un po' al telefono con una calma che da tanto non riuscivamo a trovare. Mi è piaciuto, il modo sincero con cui ci siamo confrontati e confessati. Momenti che sono sempre destinati a finire in tempi troppo giusti e mai dilungati.

*

Voglio rinascere. Fenice.

00:42 venerdì, 15 maggio 2009
( Memories of Aifel | commenti (3) )
( clocks )

Aspetto e sono stufa di aspettare.

 

 

 

Troppo stanca per scrivere questa sera, ma lo farò presto.

01:37 mercoledì, 06 maggio 2009
( Memories of Aifel | commenti (3) )
( fragile dreams )

Countless times I trusted you,
I let you back in,
Knowing... Yearning... you know
I should have run... but I stayed

Maybe I always knew
My fragile dreams would be broken... for you

Today I introduced myself
To my own feelings
In silent agony,
after all these years
They spoke to me
... after all these years

Maybe I always knew
My fragile dreams would be broken... for you

01:45 giovedì, 26 marzo 2009
( Memories of Aifel | commenti (2) )
( control )

 

C'è qualcosa di me che avrebbe sempre voluto far parte di quel misterioso e affascinante mondo.
Ho sempre avuto l'occasione, i momenti non mi sono mai mancati. E allora mi chiedo,cosa mi ha trattenuto a mischiarmi tra la gente come pasta di sale colorata saltando sulle punte di logore scalpe cercando il punto di maggior luce tra il synth e il giro di scala? Nulla.

Leggo libri, studio fotografie, volti, atmosfere e epoche -alternando con voluminosi dylan dog senza tregua- cerco di comprendere l'attimo sfuggente in cui il pensiero si ferma in un'immagine, nel tentativo di accogliere qualcosa che un normale avventore non avrebbe notato mai. E spero di riuscirci più di chiunque altro -si sà, nella profondità delle mie ricerche stimo di essere sempre la migliore,da brava antagonista-.

scrivo ovunque, nella mia mente e fuori, camminando sul suono della colonna sonora della mia vita e studiando quelle qualsiasi e anonime persone che attraversano la mia strada chiedendomi se fra un anno sarò ancora qui.
E quando mi chiedono cosa faccio nella vita -come oggi, tanto per cambiare- rispondo che cerco.
Sono arrivata a un punto della mia vita in cui ho accumulato davvero troppe cose nella testa, ed è il momento che trovi il modo di sfogarle.
Non sono malesseri o sentimenti. Io romanticamente lo chiamo talento.
Ma in cosa di specifico ancora non lo so'. Ho come la sensazione che sarei capacissima di fare mille cose, ed è per questo motivo che mi distraggo continuamente dal punto focale dei miei programmi.
Se da un lato può essere eccitante, dall'altro è un funereo, perpetuo mortificarsi.

*
Recentemente ho letto un libro, una biografia per l'esattezza, di un personaggio le cui abitudini sono praticamente le identiche mie. Le stesse sciocchezze, gli stessi interessi macabri, lo stesso potenziale di persona estranea alla monotonia solidale del mondo.
Mi ha colpito così tanto che da domenica credo di essere in trance, e a volte sorrido pensando che forse è proprio così che si sentono quelli che sniffano cocaina, o si fanno di stupefacenti. In una trance fatta di flashback letterali, e affatto vissuti.
E mi chiedo se è la mia solita cotta passeggera o se ha senso tutto quello che elucubro giornalmente.

L'amore ci strazierà.

[ Non ho voglia di aggiungere altro,
Non ho voglia di spiegarmi,
Trovo un senso a questa onestà
verso la mia persona. E mi ritengo
soddisfatta.]

Ah dimenticavo.
Ho rivisto Pacci.

18:03 mercoledì, 18 febbraio 2009
( Memories of Aifel | commenti (3) )
( take a break )

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Per dire che mi sto prendendo una pausa tutta mia, piacevolmente, dal blog.
- ma non nego che sto cogitando, e quando cogito divento pericolosamente innovativa -

Sicuramente a presto.


12:40 domenica, 28 dicembre 2008
( Memories of Aifel | commenti (4) )
( ansia da domenca mattina )

 

Sono disastrosamente in piedi dalle 7:30, e ciò è male. Male male male.

E' vero che ieri sera sono andata a dormire con le galline, ma questo non implica che debba vedere l'alba il mattino dopo. Percui ora sono qui, dopo svariate ore di veglia con gli occhi che un po' bruciacchianti dalla stanchezza, senza particolare gioia. Chi lo sarebbe al mio posto?

*
Ok.
La camera è un vero casino però ho metà trolley fatto da ieri sera, cosa che richiama l'assoluta esigenza di porre in questi due giorni festa nazionale, vista la mia pessima puntialità per organizzare certe cose -finite sempre a lavare i vestiti alle ventitrè del giorno prima, insieme alla valigia e alla doccia alle ore beate. Da furbona, lo so'-.
Sono impaziente di partire, di andare. Non che abbia reale bisogno di staccare da Torino, ma c'è qualcosa e qualcuno che mi spinge a lasciare il Nido per volare più a Sud, in cerca di quei sguardi e di quelle attenzione che ultimamente mi sono mancate troppo -Cosa che mi ha irritato in modo atroce. Sono passata dalla sopportazione martire della lontananza alla totale insofferenza verso essa, senza equilibrio-
Così ho metà trolley perfettamente riordinato, in questa antropia caserecca made by Enedore. Ancora non ci credo, si nota?

E tanto per, mi scopro a non essere più di tanto inquietata dall'aereo quanto dal viaggio per raggiungere Malpensa, dal check-in e la fobia di perdere la valigia che farò imbarcare -colma zeppa di regali di natale, compleanno importante, e i miei vestiti a cui, sembrerà una scemenza, sono affezionata come se fossero miei fidatissimi compagni- .
Nella versione, se risolvo quasi una cosa, ne trovo altre trecento che mi contorcono lo stomaco in un nodo del marinario pressapoco perfetto. Argh.

*

Le Feste scorrono molto serenamente. Bevuto bene e mangiato troppo, ricevuto dei bei pensieri da tutta la famiglia, da amici e quant'altro senza dimenticare che solo io potevo ricevere un regalo simile simile:

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< Lasciate perdere la mia faccia mattutina, non c'è speranza per quella >
 

Un fantastico set di asciugamani Nero con tanto di greca e nome. Veramente senza parole, ma con tanto apprezzamento -màm supera se stessa sotto le feste. -
Ovviamente questo oggetto del desiderio daVk verrà con me, a Lamezia. Che vamp.

*

L'altro giorno ho rivisto Fausia. Il 26 dicembre per l'esattezza.
Pacci -o quello che è rimasto del ragazzo che credevo di conoscere- mi passa su msn un indirizzo di msn, dicendomi che era il suo.
Comprendete che per me è stato qualcosa di assolutamente insolito visto i rapporti ormai stringati e per nulla sereni che ho con lui. Tuttavia sono educata e uno striminzito "grazie." gliel'ho scritto.

L'ho aggiunta e lì c'è stato un rimpatrio stile amiche che abitano a millemila km di distanza.
E ci siamo viste, così, senza perdere tempo insomma; con lei che arriva 40 minuti prima dell'appuntamento e io sempre di corsa pronta a fare ritardo -anche se stavolta c'è da dire, avevo i miei buoni motivi!-.
Sono andata a casa sua, qui vicino, una delle due per l'esattezza. Una dimora piccola, appena plausibile per due persone senza contare gli ospiti. In vita mia non ho mai visto un'appartamento così piccino lo devo ammettere, anche se ben sistemato.
Fausia è sempre uguale: pasticciona, scherzosa, profonda a modo suo, insicura. Della sua evoluzione non mi sono persa grandi cose, è della sua vita dell'ultimo anno che invece ho scoperto cose davvero incredibili. Cose che non starò qui a raccontare dal momento che sono molto personali, ma mi hanno idubbiamente scassato la cassa toracica per il loro spessore.
Vuole andare a Firenze all'accademia di fotografia -come io pensavo di fare da un po', nelle mie valutazioni per il futuro a breve- ma a parte un certo fascino che prova per le foto, non ha nulla dalla sua e conoscendola mi verrebbe da dire che è uno dei tanti fumi che alza al cielo tra cui Londra, l'Accademia di Belle Arti, la Pittura, la Cantante e qualcos'altro che non ricordo.
Ma non c'è cattiveria, è preoccupazione. Vedo me, lanciata minimamente verso una via abbastanza precisa, con un lavoro piuttosto semplice e nel campo, con dei valori fissi, e poi vedo lei che sembra rimpicciolita con gli anni.
Mi è venuto un po' il magone non lo posso negare, e a questo punto spero di non perderla di vista, poichè nonostante tutto vorrei ancora aiutarla. Vorrei che vedesse in me un buon sostegno.

Lei d'altro canto vede me uguale a sempre. Forse i capelli rossi, forse la tenuta e le idee un po' cambiate ma sono sepre la stessa per lei.
E la ringrazio, perchè erano mesi in cui guardandomi allo specchio, mi sembrava di non riconoscere l'ombra riflessa.
Posso sollevare un filo di sollievo.

*

Ed ora penso che tornerò nel mio antro, a tentare un pranzo e riasettare le ultime cose della valigia prima di andare a fare il biglietto del pulmino e tornare a contare le ore come una demente.
Pensatemi, di nuovo, con intensità ne avrò sicuramente bisogno.

Argh.

Ps:
Comprare un paio di jeans 40-42 Non elasticizzati 
non ha prezzo. Per il resto c'è mastercard.
Come sempre ormai
.

17:57 domenica, 21 dicembre 2008
( Memories of Aifel | commenti )
( la fatalità tra le mani )


Ascolto Anathema e scrivo.

Non ho intenzione di scrivere molto se non delle cose più importanti accadute ultimamente.

Dunque giovedì ce l'ho fatta. L'ho pensata, l'ho analizzata, l'ho studiata e infine l'ho scelta.
Ho speso un fior di soldi assurdo, come non mi era mai capitato di fare. Ed è in quel momento che ho capito, di aver fatto una scelta di vita molto importante.
E' un po' come comprare una macchina: non ti farà guadagnare soldi ma è un investimento importante, da curare e tener bene in testa.
Solo che io la patente ancora me la sogno, e di macchine non ho bisogno.
So' solo che non ricordo l'uscita da Fnac dopo averla messa in una busta, e che ho preso cognizione della riuscita del mio desiderio solo quando ho chiamato il randiagio prendendo a gridare per le vie del Centro di Torino, tanta la gioia avevo in corpo.

450D eos Canon ora è mia.

L'ho sudata, l'ho desiderata giorno e notte e solo i commessi di fnac sanno quante volte sono rimasta davanti alla vetrina delle macchine fotografiche a osservarla pensando con intensità che un giorno sarebbe stata mia.
E quel giorno inavvertitamente è giunto. Un milione di vecchie lire abbondante spesi in un secondo, tra sconti, sconticini e pensieri del fotografo dello studio per cui lavoro.

E me la sono meritata, totalmente, e dall'alto del mio egoismo credo di meritarla ancor di più di tutti quelli che non hanno vissuto la mia agonia nell'attesa di potercela fare da sola.
Mi sono consumata nel desiderio, annerita e bruciata come non mi era mai capitato.
Ed è stato importante, così importante che non intendo descrivere altro, qui.

Solo che ce l'ho, ed ho fatto già cento foto nell'arco di due giorni, e non vedo l'ora di avere continue possibilità per farlo, lasciandomi cullare dall'inquietudine che la cima della mia montagna mi regala col paesaggio basso tutt'intorno.

*

Sono andata a Bologna. Sabato.
Tralasciando il catastrofico uso dei treni, con Trenitalia che dorme e si posa sugli allori di un'Alta Velocità che fà ritardo quanto un eurostar senza che sia cambiato proprio nulla (e qui un bel applauso a quelle personcine che stanno in alto, che promettono un passo e ne fanno tre indietro. A loro tutti il mio "bravissimi", pieno di disgusto, di delusione e rabbia da viaggiatrice fedele)
E' stata una bellissima giornata.
C'erano Rob, Michè, Ale, Laurè, Sam, Lù, Anna, Fil e Giù. Più me. E ci siamo divertiti tantissimo, ci siamo fatti i regali di natale a sgamo tra una bancherella e l'altra, abbiamo girato una Bologna assolata e piena di gente ridendo e scherzando. Una PiadEina come si deve con prosciutto crudo e fiumi di acqua frizzante che consolava la mia voglia di prendere un caffè o una cocacola -maledetto stomaco- in modo sommario.
Ho fatto, appunto, tantissime foto e sono venute piuttosto bene. Ne sono soddisfatta.
Quando pian piano ce ne siamo andati via tutti un po' alla volta, mi è venuta un poco di nostalgia, poichè sarebbe bello poter ripetere presto l'esperienza. Si, di nuovo tutti insieme.
Grazie, Vi voglio bene.

*

I regali di natale procedono benone.
Sistemata la famiglia, ho fatto due conti sulla mia moleskine da cui mai e poi mai mi separerò, in modo da non spendere lira degli Dei in un solo boccone, in modo da riuscire a tenere qualcosa per me per quanto scenderò da Antonio per Capodanno e magari annusare qualche saldo natalizzio che possa interessarmi -devo curarmi questi strani attacchi di shopping convulsivo, assolutamente-

Non ho proprio idea di come andranno queste feste.
Però sono intrepida di viverle.

Buon Yule a tutti, intanto
.

 

01:41 mercoledì, 17 dicembre 2008
( Memories of Aifel | commenti )
( vanilla smile )

 

Pigiama in pile rosso e Clubmaster vicino al portatile.
Insomma, il tempo cambia, gli anni passano, la vostra IreneAifelCalliopeEnedore cresce e diventa sempre più una donna, muta. Ma, indubbiamente ci sono cose che non cambieranno mai, come quel maledettissimo, irritantissimo spasmo dello stomaco morente che mi tartassa ancora.
Incredibile eh?
c'era una canzone che diceva "il tempo passa ma tu non passi mai", l'ho sentita per un'intera estate a causa dei camping fautori di tormentoni ai quaranta gradi al sole, e mi sono riscoperta a pensarla proprio nei confronti del mio stomaco. Volente o nolente, i negramaro avevano ragione. Hainoi -sopratutto per i negramato, checcaz-

*
Comincio dal paleolitico.
a metà novembre -come si legge nei post sotto- ho perso tre neuroni per girare delle scene di comparsa e registrazione colonna sonora.
Tralasciando macchinate disorganizzate alle sei del mattino, dieci ore ad attendere il nulla, dodici di lavoro perpetuo, la divisa delle ragazze del  coro che sembravano delle Nerd in prima regola, la parrucchiera che mi abboccolava i capelli peggio di raperonzolo e un produttore provolone...è stata una bella esperienza.

L'aria frenetica e attiva del set è qualcosa che in un qualsiasi lavoro non troverai mai. L'organizzazione è basata unicamente sul tempo del proprio pensiero e della propria visione, percui si finisce continuamente per rimandare e dilungare in cerca di una perfezione che non sarà mai ottimale, ma tendente ad essa.

Truccatori in continua ricerca della perfezione, foto di come i colletti sono posti e Bentivoglio con la stessa faccia per quattro ore di seguito -e più- come se per lui quella fosse normale routine-be' indubbiamente mi viene da dire di si, visto che è il suo lavoro-.
Poi, le tremila riprese, i cambi di macchina A e B, il playback delle nostre voci che faceva senso, la chiesa illuminata a giorno anche alle otto di sera.
Insomma, un'altro modo letteralmente. Ed è un bel mondo quando cominci a capire un minimo come funziona, e se ti piace lo sopporti anche. Amen.

Due giorni pieni  e insostituibili, con un Infascelli un po' maniaco -come un po' tanti registi- e con delle idee non proprio sceme -seppur haimè, il film non sarà un'oscar, tantomeno un'opera da ricordare per quanto mi riguarda- , e una donna che mi è rimasta nel cuore per bellezza e determinazione nel suo lavoro.
Ignoro come si chiami, so' solo che nel film è mogli di Bentivoglio.
Ma è stata magnifica per quei tempi, per quegli istanti in cui l'ho vista all'opera, con quell'aria semplice e intrisa della sua passione.
Mi è piaciuta. Poi non so' giudicare quanto sia realmente brava sullo schermo o meno.
però in un ciak ha proprio pianto, e sembrava vera da far paura.

*

Padova x 2.

La prima è stata una serata ebm con Danièl che non vedevo da troppo tempo.
Ci siamo ritrovati, abbracciati, scazzeggiati bevendo Spritz alla padovana e mangiando pasta rossa guardando il Castello Errante di Howl.
Piccola preparazione di infigheggio darkettone e via verso il Lynx, vestendo nuovamente le scivolose vesti di luci verde acido e musica ondeggiante e tribale.
Quattro cocktails sempre più scontati perchè il barista ed io ce la intendevamo -nel senso meno maniaco possibile per favore, grazie :P - , balli sfegatati e fighetti darkettoni assolutamente gay che io e il Polp prendavamo ingiro tantissimo.
Bello, grazie. Polp mi devi ancora una sfida. Quel giorno creperai lo sai? ehehe.

Padova 2.
La settimana esattamente dopo, per il raduno ufficiale.
Il viaggio un delirio. tra neve e ghiaccio arrivo a milano alle nove con Raniero che mi aspetta vestito peggio di Altair in Assassin's Creed.
Mc e poi attesa estenuante di Jac Ale e Zoro che erano persi nel magnifico mondo delle autostrade.
Un mezzo congelamento e infine alla bell'ora dell'una e mezza l'arrivo della macchina con viaggio devasto verso Brescia dove abbracciamo Giuliano e ci mettiamo a dormire stile campo profughi in macchina con coperte più grandi di noi.
Il mattino dopo alle sette eravamo già tutti pimpanti e allampanati.
Il tempo di un caffè che ci siamo catapultati a Mestre dove Andrea e compagnia ci attendevano all'ostello.
Santi numi ho toccato letto e credo di aver visto la Madonna.
ma sopratutto ho visto Antonio, abbracciato, sbaciucchiato, coccolato a dovere, che mi ha portato Il portatile.
Si ebbene si, Il portatile. Il suo HP Pavilion di appena due anni che non poteva più usare per questioni di studio -abbisognava di un mostro appena partorito dell'HP per i suoi trugli informatici- e che dunque ha amorevolmente passato a me -che dopo alcune peripezie, si è svelato esse rdiventato il mio migliore, attuale, amico.-
Quattro cazzate e via a mangiare al giapponese, ingozzandoci come animali, per poi andare a tifeggiare le partite di calcetto dove gli Scorpioni hanno miseramente perso in arancione -lode sia a zoro che al posto della gamba aveva un mitra bionico.-
Rivedere Rob è stata un'illuminazione di pace unica. Un po' come incontrare Buddha nel deserto. rende?

Consigli sui vestiti con Katia e Valeria, pucciosando con Ema e facendo la doccia tardi, arrivando alle dieci al luogo e mangiucchiando un po', quanto basta per non perdere le energie e lanciarsi in balli sessuosi con Valeria, Cri, Giù, e chi ne ha ne metta.
I discorsi belli e sinceri tra me e Laura -sempre più bella- gli abbracci di Ciak, "Elegos" come un'eco cattivo sulla cena dei lottiani, sigarette alla pioggia, Polp che se la vantava e tentava di eliminarmi, Liunai che è apparso in tutte le foto fatte come se fosse prezzemolo e molto ancora.
Un post-raduno da sballo nella camera d'albergo a parlare con Alice, Andrea e compagnia fino allo sfinimento delle forze fisiche.
Una sveglia e un ritorno a casa celere e un poco grigio -ma plus bello con la nuova piemontese ritrovata- .
In tutto questo posso dire che mi sono spaccata tantissimo, mi sono divertita, e sono stata con una compagnia non bella...ma di più.
Vi amo ragazzi, e grazie.



Poi Volo.
In particolare quello per Palermo/Catania della settimana scorsa, che ha visto me povera sciagura dell'universo prendere l'aereo e scendere in quel dell'isola caliente.
E sono stati davvero dei giorni bellissimi.
Sabato a Catania con Flavio e Gioele, a mangiare la pasta "monte carlo", rollare gold virginia e guardare l'etna dal balcone di casa della fidanzata.
Parlare a tutte le ore di minchiate e cose serie, tra una birra e un cicchetto di bayles tanto per gradire.
la temperatura primaverile delle otto e mezzo di sera in ritardo per la cena, e l'uscita con gli altri piomeno-conosciuti del raduno, guardando la città di Catania di notte e piacendomi per la sua trasandata semplicità di tempi antichi.
Trovare Salvo alle undici e abbracciarlo come se fossimo amici di vecchia data, finendo per parlare tutto il tempo fino all'ora di tornare a casa, fino all'ora in cui ho capito che il raduno sarebbe stato tutta domenica e non una cena e via. Ouch.
Fatto stà che dormiamo pochissimo e solo per miracolo divino riusciamo a farci la doccia tutti e tre -in sedi e tempi separati- la doccia arrivando al ritrovo con Hear e co. per raggiungere l'agriturismo tanto amato.

Bello.
In compagnia di ragazzi e ragazze bellissime sotto i trespoli d'uva, accucciata su due sedie con un Al Capone che non si spegne mai, a godere della frescura e della pace del luogo.
Poi l'arrivo dei Palermitani, l'abbraccio bello e sincero di Giuseppe e Ambra, e mille-mila brindisi cominciati da me, Gioele e Flavio e finiti per smuovere l'intera sala. Le tre bottiglie scolate tra me e Flavio che non finivano più. Assuntina e il fidanzato che erano e sono una coppia davvero formidabile. Darkalya che mi faceva ridere come una pazza e Valentina che...oddio, è diventato il mio nuovo amore!
Dia' col piede rotto, e quel ragazzo alto, coi capelli scuri con cui ci siamo ripromessi un remake più sincero e libero di questo.
Poi i Kolymbetra che sono davvero forti, nonostante non siano per nulla il mio genere, e Bag che mi faceva usare la sua canon per fare le foto -uniti in una passione, sure!-
i giochi dementi con Clo' e i piselli, le passeggiate mie e di Flà verso i cavalli.
E probabilmente ho dimenticato qualcosa e me ne dispiaccio.
Però è tutto dentro il mio ricordo, che è ancora vivido e sinceramente felice.
Senza dimenticare la bella famiglia di Giuseppe, la bella persona che è Ambra. I sei sopravvissuti del lunedì sera a bere birra come se il giorno prima non avessimo dato reni a questa causa alcolica.
E per finire un viaggio tranquillo in aereo, con atterraggio a Torino, e un'accento davvero siciliano.
Con la promessa del ritorno. Yeah.

*
Ultimi concerti e sono qui.
Il randagio e Raniero oggi sono partiti per Taranto, e sempre oggi ho prenotato l'aereo per Lamezia dove passerò un sicuramente formidabile Capodanno con la stessa compagnia del raduno padovano(più salvo). Non vedo l'ora.
Senza dimenticare un'appartamento che prende forma, che comincia a venire fuori e che un po' mi spaventa.
Lasciare gli spazi ariosi per quelli leggermente più stretti del piano di sopra mi mette un po' il terrore. Ma poi ripenso alla mia camera e riesco a stare un po' meglio, a non smorzare il respiro.
Penso al colpo di fulmine con quel letto a ferro battuto sangue di giuda e oro zecchino che mi verrà regalato, ormai pronto e prossimo. Penso alla sistemazione furbona che ci sarà dei mobili, al bagno color mirtillo, alla cucina verde e bianca, e sento che posso farcela.  E che devo postare un mucchio di foto.

Del resto ora, mi lascio scivolare a letto, trastullandomi con il mio ipod viola, e gli sms che non mancano mai a raggiungere il mio telefono.

E spengo la luce.

04:24 venerdì, 28 novembre 2008
( Memories of Aifel | commenti )
( furie furie furie )

Morte, flagello, stragibus
Vindictam tanti funeris
Irata nostra pectora
Duces docete vos.

[Ringrazio mia sorella per avermi fatto conoscere questo pezzo.
E Juditta per aver ispirato Vivaldi
E Vivaldi per dipindere ora come ora il mio umore]

02:31 giovedì, 27 novembre 2008
( Memories of Aifel | commenti )
( click )

Devo scrivere un paio di cose.

ma per il momento mi crogiolo nel suono di un soprannome nella mia testa, detto da una persona inaspettata.
mi ha fatto piacere.

A presto, prestissimo oserei dire.

00:02 martedì, 18 novembre 2008
( Memories of Aifel | commenti (2) )
( giorno 1 film )

Ok.

Non ho fisicamente le forze per scrivere correttamente e molto, percui tengo solo a dire un paio di cose:

non girate film. non fate le apparse e sopratutto non registrate la colonna sonora o il playback per un film!

Per essere il primo giorno di lavoro per le riprese, devo dire di essermi bruciata metà cervello.
E domani e mercoledì l'impegno comincerà dalle 7:30 del mattino fino alle 18 del pomeriggio.
Svengo.

Spero di sopravvivere abbastanza per poter resocontare tutta sta cacchio di esperienza.

buona notte.

15:40 giovedì, 13 novembre 2008
( Memories of Aifel | commenti (4) )
( blue ocean )

Dono le spalle al finestrone del salotto e scrivo nell'unico momento -si sà- in cui avrò la casa vuota e completamente a disposizione.
I Vecchi sono a recuperare i davanzali per l'appartamento al piano di sopra, Arì a fare lezione in mansarda -luogo cui le foto verranno pubblicate presto visto che si parla dello spazio delle sorelle s.- .
Io qui.

Ascolto Vermilion a bassa voce e mi crogiolo in questo brutto tempo torinese, piagnuccolando sul sole tiepido di Roma saggiato per cinque giorni di fila, nella casa multicolore di Lorè.
Giorni di hot dog e sparate di dodici ore davanti alla Play Station pur di finire tutto God of War II, o litigate tra me e il randagio per fare le missioni con quel bel pezzo di uomo in digitale di Altair con Assassin's Creed.
Cecì splendida come me la ricordavo da quest'estate, a parlare e mangiare pranzi e cene in sua compagnia. Un sabato sera divertentissimo e colazioni a letto all'alba delle undici del mattino.
Una rivelazione shock nella cucina di Cecì che è entrata nella storia e i racconti fantastici di Alby.
Insomma da perdersi, se ci mettiamo come sfondo una Roma ben più apprezzata delle ultime due volte. Una Roma ben più amata e sincera. E quasi la voglia di, un giorno poco lontano, lanciarmici dentro magari per un periodo di esperienza.

Insomma, cinque giorni bellissimi grazie a chi li ha condivisi con me fino all'ultimo centesimo.

Dopo un ritorno a Torino catastrofico all'ennesima potenza, ieri sera sono andata a prove usando le borse sotto gli occhi come sciarpe.
Prossima settimana ci sono le riprese dei dodici apostoli corali -anticlericali tra cui me- per due interi giorni in cui rimpiangeremo l'aver dato disponibilità per quest'esperienza, e lunedì sera la registrazione per la colonna sonora.
Assolutamente fantastico ed elettrizzante lo Stabat Mater di pergolesi, primo frammento, provato all'alba delle undici di sera di ieri, che si è manifestato in tutto il suo splendore. E' davvero splendido da ascoltare, figuriamoci da fare.
Originale e melodioso il Veni creator Spiritus scritto da Carlo per il Coro -manifestazione per l'ammoro nei nostri confronti, e nei confronti della causa- che verrà usato invece per la nostra comparsa.

Sono molto contenta di aver preso questo impegno, anche se mi distruggerà tutti i neuroni entro prossima settimana.
Purtroppo non posso fare annunciazioni sul film (che verrà dato su sky e parla di satanismo, quindi come già dissi, ho poche speranze in cuor mio che sia un lungometraggio da oscar) al di là di queste piccole cose, perchè se no penso che incapperei a problematiche giudiziarie - e sapete quanto la cosa mi dispiaccia una volta conosciuto il modo in cui manifesto la logorria- .

*
ho preso un'importante decisione debita alla lesione della mia intelligenza: quando avrò da parte abbastanza dindini comprerò la xbox360 con tanto di Assassin's Creed ed eventuali giochi fantasyeggianti. Lo so' che sembra una scemenza, però non possiedo più una console (avevo il nintendo 64, al tempo) da quasi sei anni, e l'idea di averne una quando ogni tanto ho volta di fare altro con contesto ammazza tutti, mi sembra cosa buona e giusta. E poi non sarebbe completamente mia. Eh...

scemaggini a parte, mi godo questa quiete stramba e sottolineata dallo scorrere del tempo, preparandomi a prendere un nuovo treno sabato, sfoggiando un nuovo cappotto lungo e rigorosamente nero e restando sempre indecisa sul tipo di rossetto mettere. Si, sarà una stupidata ma mi piace sottolineare queste piccole sfaccettature materiali di una persona.

Piuttosto. Oggi mi è stato regalato un anello -la parola anello fà pensare al mio disperso chissà dove, soffrendo come un cane. percui la userò sempre meno- E' strano sapete? è un intreccio di edere a base larga. Bello. Lo ha spedito Eiji a Lù dopo uno dei suoi viaggi in scandinavia. Con un biglietto:
Il bello del viaggio è quello di sapere da dove si parte e non avere la benchè minima idea di cosa ci aspetta all'arrivo.
Questa frase l'ho imparata da te, Sorellina mia.
Sei una delle pochissime anime che rimpiango dell'Italia, e una delle pochissime per cui tornerei.
Ho trovato questo anello in un negozio vicino alla palestra dove mi alleno qui a Kalmar. Era tutto un groviglio e la gente era parecchia. Ho chiesto alla signorina -bionda come lo eri tu- se potevo vederlo e quando l'ho stretto tra le mani, ho capito che ti sarebbe piaciuto, e ti avrebbe portato qualcosa di me da te.
Dae ha concordato col mio pensiero -e quando mai, diresti tu. ti ci immagino-
Così te l'ho mandato, a ricordarti che ci sono.
Ps. Dae vuole mandarti un bracciale con gli stessi motivi. Ignoralo.


Grazie.
*

E ritorno nel mio antro notturno.
Haimè, quando invecchierò rimpiangerò questi momenti.

11:29 giovedì, 06 novembre 2008
( Memories of Aifel | commenti (3) )
( rain note )

 

Respiro lento e regolare.

Ascolto Nascence in uno dei pochi istanti in cui mi potrò concedere quiete quest'oggi.

Parrucchiere. Lavoro. Milano. Fiera. Treno. Roma.

Questa è circa la scaletta della giornatina che mi aspetterà e ancora non ha smesso di piovere da qui a quattro giorni, ormai.

Ho dato di nuovo vita ai miei capelli spenti, e mi sento carica -molto assonnata- e decisa. Una borsa da definire, e un paio di pantaloni neri che sgocciolano ancora nonostante siano stati lavati alle prime ore dell'alba -sia lode alla madre che ci ha pensato- e la solita, sciocca indecisione su quali scarpe portarmi dietro.
Ci sono cose che di me non cambieranno mai -a parte il modello delle scarpe di anno in anno- e al pensiero sorrido.

Sorrido perchè torno a Roma, quella stramba città amata-odiata dopo la gita di febbraio e dopo i presupposti per cui ci ero andata -quanti ricordi, e un pizzico di nostalgia innegabile- . Ora le intenzioni sono nettamente diverse: un compleanno, e l'abbraccio di persone con cui ho felicemente trascorso le vacanze al mare. Un viaggio notturno che non passerò da sola, e un nuovo lupetto a righe bianche e nere -molto retrò, come in questo periodo piace molto a me- .
L'unica cosa che mi irrita è quel ritorno di fiamma. Quell'abitudine sciocca e nervosa di mangiarmi le unghie, che proprio ci sta male sulle mie dita a conferirle un'aria malaticcia e mal tenuta. Fastidio.

Dimentico il karkadè sul fuoco, e mi scotto la lingua. E nonostante sia quasi un abituè questo genere di avvenimenti sbadati, li si guarda con ottica diversa e rallentata.
Ignoro ancora se sia una cosa bella o brutta. Però sono certa che è così. E' nuovo il modo in cui talvolta mi capita di guardarmi ingiro, di bere il karkadè bollente, o di compare un lupetto a righe bianche e nere.
Mi fà quasi ridere il pensiero, ammetto.

E poi mi guardo nel mio amatissimo cappotto rosso scuro, e corruga la fronte. Ma sono dimagrita? mi pare impossibile dal momento in cui mi sembra di aver messo su qualche kg. Fattòstà che mi è largo. Non molto ma lo è. Forse sto cambiando corporatura. Fà parte del processo iniziato con l'entrata nel prefisso venti-? Non lo so'. Però è strano. Quel cappotto mi ha accompagnata ovunque e per quasi quattro inverni abbondanti, accoccolandomi nel suo calore.
Sto mutando la pelle come i serpenti allora?

*
Vorrei ricordare un'immagine. Era martedì pomeriggio intorno alle cinque. Avete presente quel cielo scuro ma non notte? dove il crepuscolo sta lontano miglia e miglia di nubi percui la luce tende ad eclissarsi, semplicemente, in sfumature fredde e piovose -come d'altronde era quel giorno- senza quella vivacità di colori dal carminio all'ocra? Be', ricordo quel colore bluetto, e il nero delle case, delle persone e il chiaro delle macchine. E me dietro quel vetro su cui la pioggia calava, frecciando sui binari dei tram accoccolata in un angolo di quel taxi bianco che mi portava al sicuro alla meta.
Un'impronta di colore in un grigiore quotidiano e remissivo. E' stato come osservare il mondo da un'oblo invisibile.
Piacevole.

*

Prossima settimana cominciano le riprese. Il sestetto corale che apparirà in un solito film sul satanismo adibito per sky è in fermento. Insomma, il film probabilmente non sarà un granchè, ma l'esperienza vale. E paga. -anche perchè se avessi dovuto scegliere in base alla trama del film, mi sarei categoricamente rifiutata. E' risaputo come la penso su certe cose-
A prove leggiamo Margutti e accordi sacri. E sono belli più di molti pezzi che ci vengono bene.
Senza contare che cominceremo a studiare il primo frammento dello Stabat Mater, e sono elettrizzata all'idea.
Mi piace di tanto in tanto abbandonare il registro da contralto per quello a me più attinente di soprano. E chissà che magari un giorno non mi faccia valere.

E per ora è tutto. E' meglio che mi vesta ora, prepari la borsa e affronti questa maledetta pioggia.
Oggi poi, mi attendono anche i Pinoli. Ed io attendo solo di riabbracciarli.

 

14:09 martedì, 04 novembre 2008
( Memories of Aifel | commenti (2) )
( welcome back home )

Quattro mesi.
Spaccati.

Quattro mesi in cui ho vissuto la vita senza scriverla o riportarla qui. Effettivamente sono moltissimi, e questa sancisce la prima reale pausa da questo blog. Un po', non nego, mi è dispiaciuto.
Ma era più forte di me. Non riesco a scrivere se lo spazio esteticamente non mi invita. Non a danneggiare la bavura di Alexis, ma avevo bisogno di cambiare aria. Di toni leggeri.
Insomma era ora di fare qualche pulizia, e rendere ulteriormente intimo questo spazietto nel mondo di internet.

Ora mi risiedo qui e bevo il mio caffè delle quindici meno cinque minuti.
Ma allora che hai fatto in questo tempo?
Ho vissuto. Direi tanto per fare la gnorri.

Ho lavorato sodo in un posto che non mi piaceva granchè mettendo da parte i soldi per andare al mare, in vacanza. Una vera vacanza al mare, una di quelle che non facevo da due anni. Che pianto.
Sono andata a Jesolo con persone pressapoco sconosciute, in una tenda cinque stelle nominata Villa Tranzolla. Un ragazzo dagli occhi verde ampolla, un dolce peperino di ragazza, uno svitato affogatore, e un randagio. Più me.
E la contentezza di averli conosciuti non è mai calata nemmeno di un pelino. Contando che li rivedrò tutti entro la fine del mese, e ciò mi rende ultrafelice.
Abbiamo passato otto giorni insieme dividendo le nostre strade -Una romana, un napoletano, un calabrese, un bresciano e una torinese. Sembravamo una barzelletta- .
Ed io ho passato le ultime tre settimane dei miei diciannove anni in un paesino sperduto dalle parti della Valcamonica, facendo passare i giorni nella semplicità dei gesti, delle parole, dei viaggi e della notte.

E mi è incredibilmente piaciuto.

Poi c'è stato il mio compleanno, passato con quattro intimi a casa mia. Tanti messaggi sul cellulare e due lettere che mi hanno fatto piangere a orari alterni. Perchè è bello di tanto in tanto sentirsi fortunati ad avere persone simili al fianco.
E sta bene così -da quanto non lo scrivevo!-

Ho trovato un nuovo lavoro. Ho fatto moltissime conoscenze interessanti. E organizzato un viaggio a Roma e uno a Catania entro i prossimi due mesi.
Gioco ancora a lot, e a parte qualche scazzo mi diverto ancora a farlo. E finchè sarà così continuerò, pacificamente me.

E oggi?
Ad oggi non è cambiato molto. Forse sono diventata più severa e più forte. Sono conscia di non avere un terreno stabile sotto i piedi, però me lo giostro bene lo stesso questo strano mio modo di intendere l'equilibrio. Vivo più alla giornata, sostanzialmente, anche se i progetti che divagano nel tempo ci sono sempre.
Mi sono data a Debussy in questo periodo, alle sonate di pianoforte, arpa e clarinetto. Le consiglio a chiunque. Sono emozionanti se ascoltate la notte fonda, quando tutto sembra tacere e puoi credere per quei sei minuti di musica di essere l'unico osservatore della città. - Anche se ormai Danièl non mi sopporta più ogni volta che mi vede su msn a sentirlo-.
E, nota dolente, mi sà che ho messo su un paio di kg. Il che è male e bisogna rimediare assolutamente, ma per questo aspetto che mia sorella torni dalla Germania.

Eh che dire. Me lo merito tutto.
bentornata.

15:36 martedì, 08 luglio 2008
( Memories of Aifel | commenti (5) )
( raduno 5 luglio 2008 )

Il resoconto di tre giorni di fuoco.

Premettendo che in tutto questo: ho preso per puro culo il treno, mi son imboscata un doloroso mal di schiena, a Valerio è morta la macchina proprio quando doveva partire per venire a Roma, ho trovato Galandriel Falassion e un'altra lottiana casualmente sul mio stesso treno, che mi son fatta una figura barbina con Parpol-Enrica,  arrivata a Roma c'erano Mary, Laurè, Giù e Luciano ad abbracciarmi, più la sorpresissima Roberta che ho avuto il piacere di salutare, e che infine mi son girata tutta roma a piedi da sola per arrivare al camping Fabulous senza perdermi ma di fare il bis con Persy e Arwe in cerca di sto cazzo di L87 introvabile (rinominato il Bungalow che non c'è per fare un po' di umorismo lottiano).

Posso dire di essermi divertita un mucchio.

Dalla sera di venerdì, con Lam', Arwe, Persy, Eme, Weav e Jariel (poi scoperto Rosencranz con mio sommo sgomento) a mangiare un piatto di pasta e poi a narghileggiare allo Shanti dove ho scoperto un thè ai frutti di bosco splendido, dove si parlava di tutti e di più (HD, PP, Master, pettegolezzi e NON solo cose lottane, ovvio). All'una e passa dove arrivando al Bungalow mi ritrovo Kasan, Faust, Kimy e Maab con somma sorpresa. Dove andando verso il Bungalow dovevamo beccare Gamesh, che non era da solo come sospettavamo e che infine Valerio è venuto nonostante mi avesse fatto credere fino a quel momento che non ci sarebbe riuscito. E tra un "stronzo!vaffanculo!" ero davvero, seriamente, incredibilmente contenta di averlo lì.
Dove il deliro è decollato con Jariel che montava e smontava l'oggetto dei nostri desideri. E dove all'alba delle sei mi sono beatamente addormentata al fianco di una delle creature a cui sono più legata al mondo.

E poi il sabato. Un'intera giornata in piscina con la compagnia del venerdì e l'aggiunta di Ipsos e Nymph. Con i seguenti risultati.

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 <Persy, Ipsos, me e Nymph in un momento scattoso in piscina>

E poi, le corse mie e di Valerio per arrivare a un'orario decente al Raduno (le..21? si diciamocelo) e santo Belze che ci ha portato in macchina fino al ritrovo.

E poi un bel raduno

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<tre di notte. Scorpioni, Alchimisti e maghi bianchi (io. basta) in un momento di chiacchericcio. In sfondo, Valerio. Quello in nero, ovvio>



come non lo facevo da un po'. Insieme ai miei maghi, mangiando vicino a Rob e Mauro con piccolo Giacomino, riabbracciando Sam dopo parecchi mesi che non ci si trovava, conoscendo nuove persone, facendomi leggere le carte con Persy, coccolando Giù e preparandoci al concerto che il 22 ci spetta amorevolmente, abbracciando Monzì dolce dopo un po' che non ci si vedeva (L), bacchettando Valerio, andando ogni tanto a trovarlo al tavolo degli Scorpioni (bellissimi tesori), a Luna che mi ha inseguito per mezzo raduno per darmi il badget (che stà d'incanto col nuovo taglio di capelli, ed è sempre bellissima), a Roberta che non doveva esserci ma che infine è venuta, alla mia splendida Lauretta, a Erindor che non vedevo da una vita e che a stento non lo riconoscevo col nuovo taglio di capelli, ad Alby strafigo come sempre. a tutti gli abbracci che mi sono arrivati, le piccole attenzioni, gli affetti. Ai fratelli Pinolo senza cui non riderei così tanto. E tutti coloro che probabilmente ho dimenticato, ma che mi perdoneranno perchè si sono una smemorina assurda ultimamente.

Vedere l'alba dai Bungalow nel post raduno, bevendo, fumando, chi seduto al muretto, chi al tavolo parlando di immani cavolate. Poi due ore a letto e sveglia alle nove per la partenza.


Il viaggio verso casa iper-delirio con Caska, Dry e i fratelli Pinolo

Image Hosted by ImageShack.us<in ordine di apparizione: Dry che guida e Caska di profilo, Pinolo Rany e Pinolo Giù di scorcio in una foto poetica>

tra risate, dormite, cazzate, e momenti di puro delirio.

in tutto questo mi sento solo di dire una cosa : Grazie.

Non ho fatto molte foto, e non ne ho ricevute altrettante. L'unica cosa che mi spiace e non averne una con lo Splendore, ma spero di rifarmi quando ci incontreremo di nuovo. Perchè sarà così.

Il ritorno a casa è stato quieto infine.
Ma non posso mentire a me stessa: dopo due giorni di a Torino, vorrei essere di nuovo in partenza.
Col cuore e la testa a 909 km da qui.